OMELIA DEL 15 AGOSTO FESTA DELL’ASSUNTA (Lc. 1,39-56)

La parola “assunzione”, nella nostra cultura, fa venire subito in mente qualcosa avente a che fare con il mondo del “lavoro”. “E’ stato assunto finalmente”, sospirano i genitori preoccupati per il futuro dei loro figli…”Finalmente ho trovato una sistemazione” dicono tanti giovani al termine di un percorso travagliato di tirocini, di stages, di sistemazioni provvisorie…
Queste espressioni hanno quindi in comune di considerare la “stabilità” lavorativa come valore prioritario e la “definitività” come parametro ottimale di sistemazione. Una considerazione, forse di sapore paradossale, ci stimola però a ricordare che tutta questa agognata “definitività” o “sistemazione” viene cercata e vissuta nel più ampio contesto di “precarietà” che esista e cioè quello della “provvisorietà” della vita terrena.
A questo punto proprio la festa di oggi, quella dell’Assunta, ci costringe a focalizzare la nostra attenzione spirituale su un altro scenario. E non sia considerato irriverente, a questo riguardo, fare memoria di una simpatica battuta…”Maria è stata “assunta” in cielo perché non aveva trovato lavoro sulla terra”…
Ma come mai, viene da chiedermi, il brano del Vangelo scelto per questa speciale domenica che ricorda l’evento “terminale e definitivo” della vita della Vergine fa parte dell’”inizio” del racconto di Luca?

Come mai questa combinata di narrazione dell’ “inizio” di una avventura (avvenuta sulla terra) e “fine” della medesima (avvenuta in cielo)?
Non potrebbe essere già questa una indicazione per come ogni credente dovrebbe inquadrare l’intero arco della sua esistenza…che inizia appunto sulla terra, ma che si conclude in cielo?
E’ curioso infatti notare come, nel giorno dell’assunzione, il brano del vangelo proposto non si cimenti nel raccontare “il fatto”, ma voglia farci capire “come mai” accadde “il fatto”…come mai cioè la Vergine avesse trovato la sua “sistemazione” definitiva oltre la soglia del mondo terreno, proprio nel seno della Trinità.
E la risposta sta proprio nel brano di oggi. La Vergine Maria (giovane ragazza piena di sogni) è stata “assunta” in cielo per aver creduto fortemente, al di là dei suoi sogni terreni, nel nuovo corso della storia che stava iniziando, nella nascita di un nuovo mondo fatto esclusivamente d’amore…E’ per questo che libera dal suo cuore e dalla sua anima il canto del “magnificat”.
Questa è la “combinata della fede” o “della gioia”, una combinata sintetizzabile in queste due espressioni: “Maria è beata per aver creduto senza esitazione” e “Maria ha creduto per grazia di Dio”.
Una combinata, quindi, da poter fare propria perché il “nuovo mondo” inizia proprio nell’esatto momento in cui, per grazia di Dio, si decide di crederci.
E tutto questo può accadere nella vita di ciascuno con il superamento di atteggiamenti tentennanti e sospettosi (tipici delle anime “paurose”) o con il congelamento di atteggiamenti di lamentazione continua e di denuncia martellante dei mali dell’ingiustizia (tipici delle anime “arrabbiate”).
Né paura, né acredine hanno toccato la vergine anima di Maria (anche in questo senso è rimasta sempre vergine), né sospiri, né lamentazioni hanno attraversato le fibre più profonde del suo cuore di mamma…al pensiero di quello che sarebbe toccato al suo specialissimo Figlio.
C’è di più, ed è un particolare importantissimo da fare proprio soprattutto per quelle anime inconsapevolmente desiderose di “scorciatoie” sulla via della salvezza, o di “privilegi” per la funzione che esercitano nel grande spazio del Regno di Dio.
Maria, per aver creduto fortemente e da subito, non ha avuto alcun privilegio, né ha ottenuto sconti sul prezzo che aveva accettato di pagare per conto dell’umanità.
Maria ha avuto solo problemi, umanamente parlando, problemi uno dietro l’altro…proprio a cominciare dal trovarsi incinta in quello “spirituale” modo…e così via.
Maria, come ogni mamma, ha vissuto trepidazione e dolore, ma mai lamentazione o recriminazione come tante mamme…
Maria ha creduto alla “sistemazione” definitiva per suo Figlio ed è per questo che alla fine Egli l’ha voluta associare stabilmente “assumendola” nella Trinità.
Non dovrebbe essere arduo ricavarne indicazioni per come invece l’uomo si arrabatta a cercare “stabilità” sulle sabbie mobili del vivere terrestre…

Gigi Avanti

www.omelie.org

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