CERCATORI DI SPIEGAZIONI O COLLEZIONISTI DI MISTERI? (questo articolo è dedicato quei genitori che hanno figli “cercatori” o “collezionisti”)

L’uomo moderno pensante è prevalentemente pragmatico, concreto, scientifico si dice… Al punto che muove i suoi ragionamenti per cercare spiegazioni, raggiungere certezze, risolvere problemi, sciogliere enigmi, decodificare rebus…come se la vita fosse una gigantesca settimana enigmistica e nulla più. L’uomo moderno pensante rischia di vivere una sorta di esaltazione e di euforia per questa sua capacità razionale che lo porta a credere soltanto a quello che vede ed esperimenta. Così facendo arriva persino a non credere più al Padreterno proprio perché vede soltanto se stesso (magari anche non oltre il suo naso) finendo di credersi lui un padreterno. L’uomo moderno troppo pensante stenta ad ammettere che “l’ultimo passo della ragione è quello di ammettere che vi sono cose che la superano”…appunto quelle che non si vedono o che non si esperimentano. Come pure arriva spesso molto tardi a riconoscere e ad accettare umilmente che “ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto”. E tutto ciò gli accade proprio perché si fida troppo o soltanto di quello che vede, laddove invece la medesima psicologia odierna ammonisce paradossalmente a “non credere a quello che si vede”. Ed è proprio quello che riesce più facile all’uomo moderno pensante credente che a tutta prima appare ingenuo, poco pragmatico, credulone si dice (che può fare pari e patta col pensone di area scientifica ) proprio perché più portato a credere a quello che non vede piuttosto che affannarsi a cercare spiegazioni per quello che vede… Enigmi da risolvere o misteri da collezionare? Per farla breve, l’uomo moderno pensante sembra dare l’idea di voler essere un collezionista ti enigmi da risolvere laddove invece l’uomo moderno pensante credente da l’idea di volersi accontentare di essere un collezionista di misteri da godere. Vero è che tra enigma e mistero c’è una stretta parentela, ma la simpatia spirituale sembra pendere dalla parte del mistero. Così infatti fa ragionare tra sé e sé Pilato alle prese con il problema (enigma o mistero?) della sparizione del corpo di Gesù, Eric-Emmanuel Schmitt nell’affascinante romanzo IL VANGELO SECONDO PILATO (Ed. San Paolo 2002): “Non sono attratto dal mistero di Jeshua . Oggi riconosco che il caso Jeshua non è soltanto un enigma, ma un mistero. Non c’è nulla di più rassicurante di un enigma: è un problema in provvisoria attesa della sua soluzione. Non c’è nulla di più angosciante di un mistero: è un problema definitivamente o privo di soluzione. Fa pensare, immaginare. Ma io non voglio pensare: Voglio conoscere, sapere. Il resto non mi interessa”. In entrambi i casi, né l’uomo moderno pensante (o persone), né l’uomo moderno credente (o credulone) avranno possibilità e tempo di chiudere la partita, di terminare la ricerca, di completare la collezione. E’ breve infatti il tempo del pensare, dell’immaginare, del vivere, dell’amare terreno. Sia il primo che il secondo potrà tuttavia ricavare conforto da questa esortazione attribuita allo scrittore A. Dumas padre: “Incomincia con l’ammirare quello che Dio ti mostra e non ti affannerai a cercare quello che Egli ti nasconde”. Collezionisti di misteri “Ho una splendida collezione di conchiglie…le tengo sparse per tutte le spiagge del mondo.” Più si ha fede, più si vede mistero intorno. Paradossi della vita. Il mondo è pieno di collezionisti di misteri perché la vita è piena di mistero, la vita personale, familiare, sociale, umana in generale… Il mistero primordiale contro il quale cozza spesso la mia piccola mente è quello di un Dio che ha avuto il coraggio di creare il mondo ben sapendo che questo lo avrebbe tradito. Da questo mistero cadono a grappolo tutti gli altri… Coraggio d’amore, sintetizza la teologia… E il mistero si fa più accecante proprio perché al fondo del mistero c’è l’amore. E l’amore è più che l’amore, affermava il papa Polo VI… Il mondo è anche pieno di cercatori di spiegazioni e di risolutori di enigmi appunto perché il mondo è pieno di enigmi. L’enigma primordiale è quello dell’uomo che pur essendo impastato di mistero resta convinto di poterlo un giorno spiegare. Cocciutaggine egocentrica? Ma l’enigma misterioso o il mistero enigmatico più curioso è quello di un Dio talmente a portata di uomo da soddisfare sia i cercatori di spiegazioni che i collezionisti di misteri. Fino a giungere al paradosso di sentire dire “Io, grazie a Dio, sono ateo”. O, per dirla col poeta Gibran:”Dio ha creato la verità con molte porte per accogliere ogni credente che bussi”. Sia che bussi alla porta degli enigmi, sia che bussi a quella dei misteri.

 

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